SURPRISING NEW JERSEY
SURPRISING NEW JERSEY
Dei 50 stati che compongono gli USA, il NJ è quello che conosco un po’ meglio e quello da cui stiamo partendo la nostra avventura negli States.
Anche se i legami affettivi che ho in questa Stato, potrebbero farmi essere di parte (o meglio mi costringono ad essere di parte, pena il pernottamento sotto il Washington Bridge) devo dire che sono stupito.
In principio ero scettico. Perché in Italia il NJ è famoso solo per il pessimo programma di MTV “Jersey Shore” e per i “Soprano’s”, che non danno certo una bella immagine. Sarebbe come usare il clan dei Casalesi, Antonio Cassano e i buttafuori dell’Hollywood come testimonial dell’Italia nel mondo… c’e’ di meglio diciamo..
Poi invece ho dovuto ricredermi. Perché in uno Stato grande quanto la Toscana, è passata la storia degli Stati Uniti.
Iniziando dalle prime massiccie migrazioni ad inizio del secolo scorso che vedevano il NJ come porta d’ingresso tramite la famosa/famigerata Ellis Island, unico punto d’ingresso inUSA della East Coast, fino ad oggi, dove il NJ è una zona nevralgica tra NY e la Pennsylvania (dico solo che il NJ Turnpike ha 16 -SEDICI- corsie nella zona dell’aeroporto di Newark). Non a caso, infatti è lo stato più densamente popolato degli Stati Uniti.
Per molti versi il North NJ è una costola di NYC.: appena passato l’Hudson river ci si trova già in NJ e tramite il Path (un treno metropolitano che passa sotto l’Hudson) o il NJ transit, si arriva nella City con pochi dollari e in poco tempo. Le poche volte che genialmente ho pensato “ma si, andiamo a NYC in auto”, sono tornato a casa con almeno100$ in meno, tra pedaggi (12$ solo per attraversare il Lincoln Tunnel o il Washington Bridge… altro che Ecopass), parcheggio (circa 6-8$ l’ora). Se poi si vuol fare lo spaccone e comprare una lussuosissima bottiglietta d’acqua, si considerino 3$ l’una….
Questa vicinanza con la City fa si che le due squadre di Football americano (i Giants e i Jets) giochino in NJ. Come se il Milan giocasse in casa al Delle Alpi….E a proposito di calcio,anche i NY Red Bulls (dove sverna Tierry Henry) gioca ad Harrison, sempre NJ.
Proprio i Red Bulls,hanno forse piu seguito in NJ che a NY, visto che oramai li chiamano New Jersey Red Bulls. E sicuramente la numerosa minoranza italiana ha contribuito non poco (sono braccato da Americo-Milanisti).
Dulcis in fundo, per non farci mancare niente, dal 2013 si correrà la Formula 1 in un circuito cittadino a Weehawken, uno dei paesi dall’altra parte dell’Hudson che citavo prima (la foto sotto l’ho scattata proprio li).
Weehawken, Hoboken, Paterson, sono delle roccaforti italiane. Specie le ultime due. Una mia amica italoamericana mi raccontava che una domenica, verso ora di pranzo, era ad Hoboken. Entrando in un bar nota, nel brusio tipico del bar, qualcosa di familiare, ma non era italiano. La risposta del barista alla domanda “ma che lingua è?” è stata….. “è dialetto di Bari, signorinaaaa”….
Paterson invece è nota per un triste fatto di cronaca degli anni ‘60 in cui il famoso pugile di colore Robin “Hurricane” Carter fu condannato ingiustamente e per motivi razziali di triplice omicidio (e poi, scarcerato 20 anni dopo). Il fatto ha ispirato una bellissima canzone di protesta di Bob Dylan: Hurricane.
Sempre riguardo lo stretto legame tra l’Italia e il Nj, molti nomi noti di origine italiana sono nati qui: John Travolta, Joe Pesci, Frank Sinatra, Lou Costello. Ma non solo di origine italiana: Bruce Springsteen, Bon Jovi , Kevin Spacey, Witney Houston, Meryl strep, , Micheal Douglas, Paul Simon, Allen Ginsberg, David Copperfield, Lauryn Hill, John Forsythe, Dionne warwick, Lee Van Clef (il cattivo del film di Sergio Leone), hanno tutti una cosa in comune: l’essere nati in NJ; dove tra l’altro fu aperto il primo Drive-in, a Camden nel 1933.
Quindi non solo i tamarri del Jersey Shore… anzi. Lo shore del Nj ha oltre 120 km di spiaggie e alcune (come Barnegat bay e Cape may) sono davvero da cartolina.
Il NJ insomma, pur se piccolo racchiude tanti piccoli mondi e il piccolo mondo italiano è uno dei più caratteristici e affollati. E’ bello, per essere sinceri, parlare italiano, essere capitoed essere accolto a braccia aperte. Sentire “Comm’ stai?” ,“D’dov’ sei dell’Italia?” fa pensare che questa gente nonostante abbia lasciato la propria patria decine e decine di anni fa, sono tuttora fieri delle loro origini e si sentono a volte più italiani di noi.
Forse solo in politica non c’e’ stata l’influenza di casa nostra: qui in NJ è preclusa la candidatura ai pregiudicati. Da noi è preclusa agli incensurati…..
Io abbinerei al New Jersey un Ichorè. Vino poliedrico: Ben freddo per l’estate, fuori dal frigo per i rigidi inverni del North Jersey, ascoltando Bob Dylan o Dionne Warwick o Simon and Garfunkel stesi sul divano.
Saluti e baci dal New Jersey
Marcello




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